Quando Sostituire le Protesi Mammarie

Quando Sostituire le Protesi Mammarie è una delle domande più frequenti durante la visita.

La mastoplastica additiva è senza dubbio l’intervento più eseguito nell’ambito della chirurgia estetica, tantissime donne decidono di modificare la forma ed il volume del proprio seno. Naturalmente, sorgono spontanee una serie di domande, una su tutte quando sostituire le protesi mammarie.

Mi viene spesso posta questa domanda:”Dottore lei utilizza le protesi che non si sostituiscono????”

La realtà è che al momento Novembre 2017, non esistono protesi “a vita”, gli impianti sono sicuri e di lunga durata, non hanno scadenza ma non sono eterni, il rivestimento è sempre più resistente e il gel coesivo  sempre più stabile, ma come ogni cosa è soggetta ad usura.

Chi ha eseguito una mastoplastica additiva, deve sottoporsi regolarmente ai controlli clinici e strumentali, prescrivo una volta l’anno una ecografia mammaria ed una visita di controllo.

La rottura di una protesi al silicone clinicamente non è facile da diagnosticare, prima il gel era liquido per cui la protesi si “sgonfiava”, ora con i gel coesivi la rottura è “silente”, possono esserci modifiche minime, presenza di piccoli rigonfiamenti o depressioni.

In caso di dubbi, l’esecuzione di una Risonanza Magnetica è dirimente.

Da sottolineare che le mammelle subiscono la loro modifica con il tempo, aumenta la lassità cutanea, si modifica il peso corporeo, cambiamenti ormonali(menopausa), diminuisce lo spessore cutaneo per cui il cambio delle protesi è dettato anche da una “esigenza” di adeguamento, per così dire, fisico.

Chi esegue una mastoplastica additiva, deve mentalizzare che un nuovo intervento andrà fatto, anche perché l’età media del primo intervento è bassa, e in base alle condizioni si deciderà per una semplice sostituzione, una mastopessi con protesi, una rimozione senza sostituzione ecc

La risposta a quando sostituire una protesi mammaria secondo me è 15 anni(se non avvengono eventi che richiedono l’intervento prima).Statisticamente dopo questo periodo il rischio di alterazione dell’impianto è 15% e aumenta di un 1% ogni anno.

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